Il trattamento psico-criminologico integrato (TPCI) per stalker

Nuovo corso di aggiornamento che inizierà a gennaio.
Il corso intende esaminare ed approfondire le caratteristiche criminogene, psicologiche e giuridiche, nonché l’analisi degli strumenti di prevenzione in materia di stalking. Verrà presentato e analizzato il TPCI, nuovo strumento per il trattamento dell’autore del reato di atti persecutori e ridurre la recidiva.

Gli argomenti
– Analisi sostanziale e processuale
– Lo stalker prima del processo: cosa si può fare?

– Il trattamento individualizzato ex art. 13 ord. Pen.
– L’osservazione di personalità
– Lo stalker e la recidiva
– Tutele per le vittime
– Assessment e orientamento all’intervento
– Analisi criminogenetica e criminodinamica.
– Cosa non ha impedito il reato e analisi del rischio
– Stesura e adesione del progetto trattamentale
– Skills−training sul riconoscimento degli schemi disfunzionali
– Valutazione dei cambiamenti e follow up

Il corso si sviluppa in 1 fine settimana per un totale di 20 ore (18 ore di docenza e n. 2 ore di valutazione finale per il rilascio dell’attestato).

Per info: studicriminologicipsicoforensi@gmail.it 

 

Le nuove forme di violenza: stalking e violenza di genere, cybercrime e cybersex, cyberbullismo

Il Seminario, a partecipazione libera e gratuita, si terrà venerdì 18 novembre dalle 9.00 alle 13.30 nella Sala Convegni della Banca Popolare di Verona, Via San Cosimo, 10 – Verona
9.00 Interventi
Anna Leso, Assessore Pari Opportunità del Comune di Verona
Maria Maddalena Buoninconti, Notaio
Simone Borile, Direttore generale Campus Universitario CIELS
Presentazione Centro Studi Criminologici e Psicoforensi, prof.ssa S. Camera, prof.ssa L. Baccaro

Ore 10.00 Lectio magistralis: prof. Ivano Spano, Segretario Generale Università Internazionale della pace delle Nazioni Unite (UPEACE) per l’Europa

Tavola rotonda
Coordina prof.ssa S. Camera, presidente Centro Studi criminologici e psicoforensi
‐ Davide Adami, avvocato Cassazionista, Foro di Verona
‐ Mariagrazia Bregoli, Direttrice dell’istituto penitenziario di Montorio (Vr)
‐ Tiziana Cargnelutti, Responsabile Centro Antiviolenza P.e.t.r.a-Comune di Verona
‐ Giovanna Del Balzo, Specialista in Medicina Legale, Ph.D, Università di Verona
‐ Margherita Forestan, Garante dei detenuti
‐ Massimo Franchi, Direttore Ginecologia e Ostretricia, AOUI di Verona
‐ Sara Gini, avvocato, Responsabile Telefono Rosa di Verona
‐ Viviana Olivieri, Formatrice e Responsabile Scientifico Personalizzazione Cure, SSPI, AOUI Verona
‐ Lorenza Omarchi, Magistrato di sorveglianza, Tribunale di Verona
‐ Massimo Pennella, V. Comm. P.O., Polizia Municipale di Verona
‐ Martina Perazzolo, Comandante Nucleo Operativo e Radiomobile Compagnia Carabinieri di Verona
‐ Annalisa Tiberio, referente Politiche giovanili, Rete di Cittadinanza, Costituzione e legalità delle scuole di Verona e provincia

13.30 Conclusioni e saluti

Tutela della Vittima nella Manipolazione Mentale

Tutela della vittima nella manipolazione mentale è il nuovo interessante lavoro della prof. Sabrina Camera.

In un’epoca caratterizzata da internet, social, chat on-line whatsapp, ove tutto sembra semplificato e lineare, in cui l’essere umano può, tramite tali strumenti, esprimere il proprio pensiero e movimento, è d’obbligo domandarsi se veramente siamo liberi; perché, in fin dei conti, se siamo costantemente alla ricerca della libertà, forse è proprio perché non la possediamo. L’individuo è alla ricerca spasmodica della libertà tanto che per rincorrere essa entra in un vortice che potremmo definirlo dipendenza dalla libertà. Se si ricerca la libertà, significa forse che viviamo una crisi? Quando si attraversa un momento di crisi, si cerca, in modo tormentoso, attraverso la speranza di rifugiarsi in qualcosa, qualsiasi natura essa abbia, anche in quelle credenze effimere che tendono proprio a far sentire al riparo il nostro “io”. Quando imperversa la crisi, accade che i meccanismi di difesa si assottigliano e i fattori che provengono dall’esterno si muovono come una mano invisibile, aggredendo inconsapevolmente la nostra integrità mentale, proprio attraverso quelle svariate forme di coartazione, che possono essere ricondotte nel fenomeno della manipolazione mentale. Questo lavoro ha preso avvio analizzando le diverse tecniche/fasi della manipolazione mentale, analizzandole, in particolar modo, in uno dei fenomeni criminogeni che per eccellenza le utilizza: i culti distruttivi. Si verificherà, attraverso una ricerca attenta, che le stesse tecniche, seppur con modalità diverse vengono esplicate in altri fenomeni in cui il bene dell’integrità mentale viene comunque messo in pericolo. Questi fenomeni sono: la tratta delle persone, l’associazione terroristica, la violenza di genere, la criminalità organizzata che, pur aggredendo il bene dell’integrità mentale, seppur indirettamente, trovano una collocazione normativa, a differenza di quanto accade per il fenomeno dei culti distruttivi. Il presente lavoro, oltre a porre l’attenzione sulla tutela delle vittime dei culti distruttivi, procedendo di conserva all’elaborazione di una fattispecie criminosa ad hoc in chiave de iure condendo, intende soffermarsi sugli strumenti processuali a tutela di tutte le vittime, indipendentemente se l’azione illecita trovi o meno una collocazione normativa, che abbiano subito un danno verso il bene dell’integrità mentale derivante dalle tecniche di manipolazione. Non dimentichiamo, infine, che è impegno di ogni Stato di diritto fornire risposte e protezione a quelle di cui il bene dell’integrità mentale viene messo, perché non vi è dubbio che tale compromissione pone in forse la stessa dignità e libertà umane, oltre a minare alla radice l’essenza stessa della nostra capacità di autodeterminazione.

http://www.amonedizioni.it/camera-sabrina-tutela-della-vittima-nella-manipolazione-mentale-9788866031611

Giornata di formazione – Rifugiati e richiedenti asilo: diritti, procedure e sistemi di accoglienza

Venerdì 21 ottobre, dalle 9.00 alle 18.00

Aula Magna Campus Universitario Ciels, via Venier 200, Padova

Il seminario intende offrire una panoramica sui principali temi legati all’immigrazione: il quadro normativo e giuridico relativo all’immigrazione, la tutela dei rifugiati ed il riconoscimento della protezione internazionale, gli aspetti sociali dei processi migratori, le pratiche dell’accoglienza, la mediazione linguistica e interculturale.

Il seminario è rivolto ad avvocati, consulenti legali, giuristi, ricercatori, praticanti legali, mediatori linguistici e culturali, assistenti sociali, funzionari delle pubbliche amministrazioni, nonché a coloro che operano nel settore del privato-sociale e del volontariato.

Ore. 8.45 Registrazione dei partecipanti

  • Saluto di Simone Borile, Direttore Generale Campus Universitario Ciels Padova

Ore 9.00. Relazioni

  • Vent’anni di politiche europee sull’immigrazione e l’asilo, bilanci e prospettive, Marco Ferrero, avvocato
  • La Protezione internazionale, dopo il recepimento delle nuove direttive in materia, Giovanni Barbariol, avvocato, coordinatore Avvocato di strada, Padova
  • Migrazioni internazionali: decostruire il fenomeno per comprenderne cause, direzioni e sviluppi. Per un approccio anti-emergenziale, Cadigia Hassan, giornalista
  • I centri di “accoglienza”: la situazione locale, Loris P. Ramazzina, Bassa Padovana Accoglie
  • La situazione nazionale dei Centri d’accoglienza, On. Giovanni Paglia, Deputato di Sinistra italiana

Ore 13.00. Pausa pranzo

Ore 14.00. Laboratori interculturali ed etnografici

  • Cosa intendiamo per cultura e società multiculturale, Francesco Spagna, antropologo culturale
  • Il lavoro con i richiedenti asilo, Operatori e mediatori culturali dell’associazione Popoli Insieme, Padova
  • Una ricerca preliminare sulle esperienze e i vissuti, Cristiano Draghi, giornalista e dottore in psicologia clinico-dinamica
  • Dallo stage: saper fare e saper essere nella mediazione linguistica con i rifugiati, Elena Topliceanu, studentessa Ciels e stagista dell’Associazione Psicologo di strada
  • Storie di vita dal progetto assistenza all’emergenza e SPRAR (la voce dei rifugiati) con rifugiati richiedenti asilo ospiti della coop. Onlus Porto Alegre di Rovigo
  • Integrazione contromano: ciò che viene perso in traduzione nelle relazioni interculturali, Francesco Spagna, antropologo culturale

Coordina la giornata Laura Baccaro, presidente dell’Associazione Psicologo di strada, docente Ciels

Ore 18.00. Conclusioni

Per partecipare alla Giornata di formazione è obbligatoria l’iscrizione ed è richiesto un contributo di 35 euro. Ci si iscrive entro il 18 ottobre 2016 (pagamento della quota di iscrizione con PayPal o carta di credito) con il modulo disponibile a  questo link http://www.psicologodistrada.it/iscrizione_corso.htm.

In alternativa è possibile iscriversi tramite bonifico intestato all’Associazione Psicologo di strada (Iban: IT02N0359901899050188530885) indicando nella causale “Iscrizione Giornata di formazione” e il proprio nome e cognome. La ricevuta del bonifico effettuato va poi inviata via fax allo 049.7354164, oppure via mail a psicologodistrada@gmail.com.

La quota d’iscrizione dà diritto alla partecipazione alla Giornata di formazione e a ricevere i materiali della Giornata. Il costo del pranzo è incluso. Non è previsto il rimborso della quota nel caso di mancata partecipazione al corso.

A tutti i partecipanti alla Giornata di formazione sarà rilasciato attestato di partecipazione.

 

Archivio “Pace diritti umani” | News :: Corte europea dei diritti umani: dal 1° gennaio 2014 in vigore le nuove regole per la presentazione dei ricorsi individuali

Archivio “Pace diritti umani” | News :: Corte europea dei diritti umani: dal 1° gennaio 2014 in vigore le nuove regole per la presentazione dei ricorsi individuali.

Padova: i parlamentari Pd Santini e Miotto trascorrono l’ultimo giorno dell’anno in carcere

Il Mattino di Padova, 2 gennaio 2014

Giorgio Santini e Margherita Miotto, accompagnati dall’europarlamentare Franco Frigo e dal consigliere regionale Claudio Sinigaglia hanno vistato il Due Palazzi. I parlamentari democratici Giorgio Santini e Margherita Miotto, insieme all’europarlamentare Franco Frigo e al consigliere regionale Claudio Sinigaglia hanno trascorso l’intera mattinata dell’ultimo giorno dell’anno presso la Casa di Reclusione e la Casa Circondariale di Padova. La visita presso le due strutture si inerisce all’interno di un’iniziativa nazionale promossa da cinquanta parlamentari cattolici, per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su una drammatica emergenza del Paese e compiere un gesto di concreta vicinanza a quella parte della popolazione fatta di uomini e donne che, pur scontando una pena, rimangono a pieno titolo cittadini.

Dopo aver incontrato il vertice dell’amministrazione penitenziaria ed il personale della polizia penitenziaria che opera presso il Due Palazzi, la delegazione parlamentare si è a lungo intrattenuta con alcuni detenuti. I temi trattati sono stati molteplici: l’affollamento delle sezioni, le condizioni di vita e le opportunità di lavoro e rieducazione ed i prossimi provvedimenti che saranno all’attenzione del Parlamento, in particolare il recente decreto voluto dal ministro della Giustizia Cancellieri. La delegazione parlamentare ha poi incontrato la redazione della Rivista Ristretti Orizzonti, il giornale della Casa di Reclusione realizzato da alcuni detenuti. “Il nostro gesto è stato una prima risposta concreta al messaggio di Giorgio Napolitano alle Camere l’8 ottobre scorso – ha spiegato Giorgio Santini ai detenuti. Il Presidente della Repubblica ha infatti denunciato i disagi ed i problemi della situazione carceraria in Italia. A partire dalla riapertura del Parlamento dopo la pausa natalizia, ci impegneremo affinché il Governo e le Camere affrontino l’emergenza carceri. – ha assicurato il senatore del Pd. Fermo restando il principio che chi sbaglia deve scontare una pena e che questa deve avere un fine rieducativo, dovremo intervenire su molteplici fronti”.

“È necessario individuare strumenti legislativi affinché il fine rieducativo della pena sia non solo principio costituzionale, ma concreta realizzazione di percorsi carcerari che restituiscano il cittadino alla collettività senza il pericolo della reiterazione dei reati – spiega Santini. Per fare questo bisogna dare centralità al percorso rieducativo del condannato attraverso il lavoro e la formazione civica. E ancora realizzare istituti carcerari attenuati, dove far scontare la pena in tutti quei casi, in cui ciò sia possibile, ad esempio per i detenuti malati o tossicodipendenti. Non possiamo più voltarci dall’altra parte e dobbiamo affrontare con urgenza anche il dramma dei suicidi in carcere, offrendo in concreto un supporto psicologico e psichiatrico all’interno delle strutture carcerarie. Mi auguro infine che le forze politiche, in linea con quanto auspicato da più parti, si confrontino e prendano in considerazione con equilibrio e senza ideologismi, gli istituti dell’ indulto o dell’ amnistia anche per contenere il sovraffollamento delle carceri”.

Giustizia: il ministro Anna Maria Cancellieri promette “l’omicidio stradale sarà reato…”

Il Messaggero, 2 gennaio 2014

Il governo esaminerà le misure entro gennaio. Renzi: “Basta annunci”. Prevedere un reato autonomo di “omicidio stradale” o, ancor meglio, una corsia preferenziale nei processi in cui ci sono vittime di pirati della strada o di automobilisti che guidano sotto l’effetto di alcol o di stupefacenti.

È su queste due ipotesi che si sta lavorando al ministero della Giustizia. Il ministro Annamaria Cancellieri ne ha parlato con il responsabile del Viminale Angelino Alfano e presto i tecnici dei due dicasteri studieranno la novità normativa che – ha annunciato il Guardasigilli – farà parte di una serie di misure da portare “entro gennaio” in Consiglio dei ministri. Siamo di fronte a “reati gravi”, rispetto ai quali – secondo Cancellieri – è bene che “le vittime abbiano la giustizia che meritano.

Spesso infatti le famiglie delle vittime si sentono offese nel loro dolore perché non hanno i riscontri che meriterebbero”. Il pensiero è al padre di Stella Manzi, la bambina romana di 8 anni uccisa a Santo Stefano da un automobilista ubriaco, sotto effetto di droga e senza patente. Un’analoga tragedia si è ripetuta nella notte di Capodanno in Calabria sull’autostrada Salerno-Reggio: due donne sono state sbalzate dalla loro auto in seguito allo scontro con un’altra vettura e sono morte dopo essere state investite da una terza auto il cui conducente non si è fermato.

Della nuova fattispecie di reato di omicidio stradale si parla da anni, prospettando anche il cosiddetto “ergastolo della patente”, ossia il divieto assoluto di guidare nei casi più gravi. Cancellieri si è sentita ieri con Alfano, per studiare una linea comune. Ma trovare una soluzione giuridica non è facile. La difficoltà è nello stabilire con chiarezza, in caso di omicidio commesso alla guida sotto l’effetto di alcol o droga, la differenza di situazione in cui il fatto è compiuto, se si tratti cioè di una colpa cosciente o di un dolo eventuale. È una delicata linea di confine che l’introduzione nel codice di un nuovo reato rischia di non chiarire ma di confondere ulteriormente. Anche perché – è il ragionamento di diversi giuristi – già ora le aggravanti previste per coloro che provocano incidenti stradali, guidando in stato di ebbrezza o dopo aver assunto droghe, consentono di innalzare le pene fino a dieci anni. Ma a detta di molti non basta. “Basta annunci! Se c’è volontà si faccia subito, senza perdere tempo”: Matteo Renzi irrompe nel dibattito con un tweet, ricordando il suo impegno da tre anni nella raccolta delle firme promossa da parenti delle vittime della strada. Convinta della necessità di una norma ad hoc anche la Lega Nord, che lo scorso luglio ha presentato una proposta di legge per introdurre il reato di omicidio stradale e per innalzare le pene da un minimo di sei a un massimo di dodici anni.

All’annuncio della Cancellieri plaude la Fondazione Ania per la sicurezza stradale che con il suo presidente, Umberto Guidoni. Sulla stessa linea l’Associazione sostenitori della polizia stradale, Asaps, che calcola: nei primi 11 mesi del 2013 sono stati rilevati 902 episodi gravi di pirateria con 105 morti e 1.089 feriti. La stessa associazione, però, si interroga su “come la nuova figura dell’omicidio stradale potrà poi conciliarsi con la progettata riforma della giustizia”. La bozza di ddl annunciato dalla Cancellieri è pronta da tempo: oltre a modifiche processuali su impugnazioni e archiviazioni per un sistema penale più snello, il provvedimento prevede una delega al governo su diversi altri punti, alcuni dei quali in passato già oggetto di polemiche (è il caso dell’introduzione di un collegio, non più un giudice unico, per decidere sulle misure cautelari in carcere). Il testo è però ancora un “cantiere aperto”. E il nuovo annuncio del ministro Cancellieri sul reato di omicidio stradale ne è una riprova.

 

Asaps: impegno Cancellieri è buona notizia

 

“Consideriamo l’impegno del ministro Cancellieri, che entro gennaio porterà in Consiglio dei Ministri un pacchetto di norme sulla giustizia che conterrà anche l’introduzione del reato di omicidio stradale, la prima buona notizia del 2014. L’impegno delle associazioni Lorenzo Guarnieri, Asaps e Gabriele Borgogni, promotrici da quasi due anni della raccolta delle firme (arrivate a quota 75.700 con la prima firma del sindaco di Firenze Matteo Renzi), trova finalmente la dovuta attenzione, dopo che per troppo tempo sia nel Governo che nel parlamento si evidenziavano posizioni contraddittorie che avevano sempre di fatto accantonato la proposta”. Lo sottolinea il presidente dell’Associazione sostenitori Polstrada (Asaps); giordano Biserni. “La tragedia della piccola Stella (la bimba di 8 anni investita a Roma da un romeno 20enne senza patente e morta all’ospedale Bambin Gesù, ndr) è stata l’ultima di un elenco lunghissimo di inaudite violenze stradali che da anni non hanno avuto quasi mai vera giustizia”, aggiunge Biserni.

“Ci ha anche stupito l’arresto a scoppio ritardato dell’omicida, avvenuto solo dopo una durissima presa di posizione dei genitori della piccola delle associazioni impegnate sul versante della sicurezza stradale. La vita di un innocente sulla strada non può essere stroncata da chi beve e si droga con l’applicazione di sanzioni penali che, nel concreto, sono paragonabili ad una condanna (quasi mai scontata) per borseggio”. L’Asaps, con le associazioni promotrici, annuncia che “seguirà con attenzione affinché l’impegno del ministro Cancellieri che ora consideriamo irrevocabile (e irrinunciabile) e del Governo, proceda con celerità e non si spiaggi come nella scorsa legislatura in un Parlamento nel quale l’ex ministro di Giustizia si era dichiarato non favorevole all’adozione di questa nuova figura di omicidio. Si tratterà di capire come la nuova figura dell’Omicidio stradale potrà poi conciliarsi e incasellarsi con la progettata riforma della giustizia, e quindi del sistema di procedura penale di cui si parla in questo periodo. In un Paese serio la sistematica configurazione del dolo eventuale per questo tipo di omicidi alla guida alcol-narco correlati, sarebbe potuta bastare. Ma i fatti hanno dimostrato ampiamente che non è così. Il nodo di fondo sono poi le pene minime (2 o 3 anni) previste per l’omicidio colposo dal codice penale anche nelle ipotesi di violazioni del Codice della strada o di guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti”. Asaps e le associazioni promotrici chiedono anche per i casi di Omicidio stradale il cosiddetto ergastolo della patente: “chi elimina dalla vita per abuso di alcol e droga – sottolinea Biserni – deve essere eliminato dalla guida”.